Flashcards Materiali

fondamenti

1. Come si definisce un materiale? Quali aspetti della definizione orientano la scelta del materiale da parte del designer? In quali macrocategorie si suddividono i materiali?

Un materiale è una sostanza naturale o artificiale utilizzata per realizzare oggetti e componenti, caratterizzata da proprietà chimiche, fisiche, meccaniche e tecnologiche. La scelta dipende da prestazioni richieste, estetica, costo, disponibilità, processabilità e sostenibilità. Le macrocategorie principali sono: metalli, ceramici, polimeri, compositi e materiali naturali.

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2. Leghe metalliche e ceramiche possono contenere elementi metallici e non metallici. In che modo si differenziano, in funzione delle relazioni tra tali elementi? Si risponda con esempi riferiti alle leghe del ferro e alla silice.

Le leghe metalliche contengono legami metallici caratterizzati da elettroni delocalizzati, conferendo duttilità e conducibilità (es. acciaio Fe-C). Le ceramiche presentano legami ionici o covalenti forti e direzionali, conferendo durezza e fragilità (es. SiO₂ nel quarzo). La differenza principale è quindi nel tipo di legame e nelle proprietà meccaniche e termiche.

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3. Quali sono le principali differenze, a livello di struttura e di proprietà, tra un materiale cristallino e uno amorfo? Si risponda facendo riferimento alla silice e al polietilene (PE).

Un materiale cristallino ha un reticolo atomico ordinato e periodico (quarzo), mentre un amorfo mostra solo ordine locale (vetro di silice, PE amorfo). I cristallini sono spesso anisotropi e presentano un punto di fusione definito; gli amorfi sono isotropi e fondono gradualmente. Le proprietà meccaniche variano: i cristallini tendono a essere più rigidi, gli amorfi più deformabili.

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4. Il vetro da finestra e il cristallo di quarzo sono trasparenti, mentre il granito è opaco, pur essendo tutti materiali a base di silice. Si spieghi il perché.

Vetro e quarzo sono omogenei e privi di discontinuità alla scala della lunghezza d’onda della luce visibile, permettendo il passaggio dei fotoni (trasparenza). Il granito è policristallino e contiene inclusioni minerali diverse, che diffondono la luce rendendolo opaco.

fondamenti

5. Come si definiscono e come si differenziano, a livello di struttura atomica, un solido cristallino e un solido amorfo? Si faccia un esempio di materiale da costruzione cristallino e uno amorfo.

Un solido cristallino ha atomi disposti in un reticolo regolare e periodico (es. marmo, cemento idraulico), mentre un solido amorfo ha disposizione irregolare senza periodicità a lungo raggio (es. vetro da costruzione). Le proprietà derivano dalla struttura: cristallini più duri e fragili, amorfi più isotropi e deformabili.

fondamenti

6. Cosa si intende per isotropia e anisotropia nei materiali? Si fornisca un esempio di materiale isotropo e di uno anisotropo.

Isotropia indica proprietà identiche in tutte le direzioni (es. vetro, polimeri amorfi), mentre anisotropia indica proprietà variabili in funzione della direzione (es. legno, materiali compositi laminati).

fondamenti

7. Cosa sono le leghe sostituzionali e le leghe interstiziali? Si faccia un esempio per ciascuna tipologia. Esistono leghe sia sostituzionali sia interstiziali? In caso affermativo, se ne fornisca un esempio.

Leghe sostituzionali: gli atomi del soluto sostituiscono quelli del solvente (es. ottone Cu-Zn). Leghe interstiziali: atomi piccoli si inseriscono negli interstizi del reticolo (es. acciaio Fe-C). Gli acciai possono combinare entrambi i tipi di legame (leghe miste).

fondamenti

8. Si definisca il fenomeno della diffusione allo stato solido e si spieghi a quali difetti dei solidi cristallini è associato. Per quali materiali la diffusione allo stato solido è indispensabile e perché?

La diffusione allo stato solido è il movimento degli atomi all'interno di un cristallo ed è favorita da vacanze, dislocazioni e difetti reticolari. È essenziale nei metalli per trattamenti termici e negli ossidi ceramici durante la sinterizzazione, per favorire la coalescenza dei grani.

meccanica

9. Si discuta il principio di azione e reazione in relazione alla risposta dei materiali alle sollecitazioni esterne. Quale tipo di deformazione è giustificata da tale principio?

Secondo Newton, ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Nei materiali, le sollecitazioni esterne generano tensioni interne che producono deformazioni elastiche reversibili, coerenti con il principio di equilibrio delle forze.

meccanica

10. Quali sono i due tipi di deformazione con cui i materiali rispondono alle sollecitazioni esterne? Quali sono le principali differenze tra essi?

I due tipi principali sono deformazione elastica (reversibile, proporzionale alla sollecitazione secondo legge di Hooke) e plastica (irreversibile, legata allo scorrimento delle dislocazioni). La plastica determina cambiamenti permanenti nella forma del materiale.

meccanica

11. Cosa avviene a livello atomico durante una deformazione elastica? E durante una deformazione plastica?

Durante l’elasticità gli atomi oscillano attorno alla loro posizione di equilibrio senza cambiare la loro topologia. Nella deformazione plastica, gli atomi scorrono lungo piani reticolari tramite il movimento delle dislocazioni, modificando permanentemente la struttura.

meccanica

12. Si descriva la differenza di comportamento, in termini di deformazione, tra un materiale fragile e uno duttile. Si chiarisca inoltre la differenza tra i termini “fragile” e “brittle”.

I materiali duttili subiscono grande deformazione plastica prima della rottura (es. rame), mentre quelli fragili si rompono con minima deformazione plastica (es. vetro). 'Brittle' è il termine inglese equivalente a fragile.

meccanica

13. Quale tipo di legame caratterizza i materiali metallici? Quali sono le sue principali caratteristiche e quali proprietà dei metalli ne derivano?

Il legame metallico è formato da ioni positivi in un mare di elettroni delocalizzati. Conferisce duttilità, conducibilità elettrica e termica, capacità di deformazione plastica e riflettività.

meccanica

14. Quali sono le principali caratteristiche del legame presente nei materiali ceramici? A quali proprietà macroscopiche corrispondono?

I legami ionici e covalenti nei ceramici sono forti e direzionali. Ciò conferisce durezza elevata, fragilità, elevata resistenza a compressione e alto punto di fusione.

meccanica

15. Cosa sono i difetti di superficie (bidimensionali) dei solidi cristallini? In quali solidi sono presenti e che effetti producono sulle proprietà meccaniche?

Sono difetti come bordi di grano, piani di scorrimento incompleti o giunzioni tra cristalli. Presenti nei solidi policristallini, influenzano resistenza, duttilità e comportamento alla frattura.

grafici

16. Si commenti il grafico allegato, evidenziando eventuali anomalie e spiegandone le cause.

Il grafico può rappresentare una curva sforzo-deformazione o una proprietà termica. Anomalie possono indicare difetti, inclusioni, porosità o errori di misura. È necessario identificare picchi, cedimenti o cambi di pendenza per spiegare fenomeni come snervamento, frattura fragile o transizione vetrosa.

grafici

17. Si commenti l’immagine allegata, indicando a quale sollecitazione si riferisce, come può essere interpretata e quali conseguenze produce sul componente.

L’immagine mostra un componente sottoposto a trazione, compressione, torsione o flessione. Interpretazione: zone di maggiore deformazione indicano criticità. Le conseguenze includono fratture, cedimenti plastici o fatica a seconda del tipo di sollecitazione e materiale.

grafici

18. Si commenti il grafico in figura, specificando a quale comportamento dei materiali è associato e giustificando le differenze tra le curve meccaniche rappresentate.

Il grafico confronta comportamenti fragili e duttili o differenti leghe/acciai. La pendenza iniziale indica modulo elastico; la curva plastica evidenzia duttilità. Differenze tra curve derivano da microstruttura, composizione e trattamento termico.

grafici

19. A quale legge fondamentale del comportamento meccanico si riferisce l’immagine? Si scriva la legge, si commenti il grafico e si definiscano i parametri riportati in ascissa e ordinata.

Si riferisce alla legge di Hooke: σ = E·ε, dove σ = sforzo (Pa), ε = deformazione, E = modulo elastico. Il grafico σ-ε mostra comportamento elastico lineare iniziale e successiva plastica. Parametri: limite elastico, resistenza a rottura, deformazione massima.

materiali

20. Si definisca la densità e si spieghi come essa dipenda da composizione, struttura atomica, microstruttura e macrostruttura del materiale.

La densità ρ = massa/volume. Dipende da: composizione chimica (peso atomico), struttura atomica (compattazione reticolo), microstruttura (porosità, grani) e macrostruttura (vuoti, cavità). Influenza peso, trasportabilità e comportamento meccanico.

materiali

21. A quale proprietà fisica si riferisce la tabella allegata? Come si definisce? Si commentino le differenze tra le varie categorie di materiali e le conseguenze pratiche, anche dal punto di vista sensoriale.

La tabella può riferirsi a densità, conducibilità termica, modulo elastico, o resistenza a trazione. Ogni categoria (metalli, ceramici, polimeri) mostra valori tipici: metalli densi e duttili, ceramici rigidi e fragili, polimeri leggeri e deformabili. Influenza sensoriale: peso percepito, calore, rigidità al tatto.

termica

22. Si definisca la conducibilità termica.

La conducibilità termica (k) misura la capacità di un materiale di trasmettere calore: q = -k·ΔT/Δx, dove q = flusso termico, ΔT = differenza di temperatura, Δx = spessore. Metalli ottimi conduttori, ceramiche isolanti, polimeri isolanti.

termica

23. Si definisca il fenomeno della dilatazione termica, si scriva la relazione per il calcolo del coefficiente di dilatazione termica lineare e si commenti il grafico allegato.

Dilatazione termica: variazione di dimensioni di un materiale al variare della temperatura. Relazione lineare: α = ΔL / (L₀·ΔT), dove α = coeff. dilatazione lineare, ΔL = variazione lunghezza, L₀ = lunghezza iniziale, ΔT = variazione temperatura. Grafico: pendenza lineare indica α; curve diverse mostrano anisotropia o effetti di microstruttura.

materiali

24. A quale proprietà si riferisce la tabella allegata? Come si definisce? Si commentino le differenze tra le varie categorie di materiali e le conseguenze pratiche.

Può riferirsi a resistenza meccanica, modulo elastico o durezza. Definizione: capacità del materiale di sopportare sollecitazioni senza cedimento. Metalli duttili, ceramici fragili, polimeri deformabili. Influenza durabilità, sicurezza strutturale e applicazioni.

meccanica

25. Quale prova meccanica consente di ottenere la curva in figura? Si descriva la prova e si indichi per quali materiali è tipicamente applicata.

Prova di trazione uniassiale: si applica un carico crescente a un provino standardizzato e si misura deformazione. La curva sforzo-deformazione indica limite elastico, snervamento e rottura. Applicata tipicamente a metalli, polimeri e materiali compositi per caratterizzazione meccanica.

meccanica

26. Si definisca il limite elastico convenzionale e si spieghi perché è un parametro importante nella selezione dei materiali per il progetto.

Limite elastico convenzionale σ₀,₂: sollecitazione che produce deformazione plastica permanente dello 0,2%. È fondamentale perché definisce il carico massimo sicuro evitando deformazioni permanenti nel componente.

meccanica

27. A quale proprietà si riferisce il grafico in figura? Come si definisce, come si calcola e quale significato hanno le aree evidenziate?

Riferita a resistenza a trazione, duttilità o tenacità. Aree sotto la curva σ-ε rappresentano energia assorbita per deformazione elastica e plastica (tenacità). Si calcola integrando σ rispetto a ε. Importante per valutare capacità di resistere a frattura.

meccanica

28. Si commenti il grafico confrontando i comportamenti meccanici dei diversi acciai rappresentati.

Grafico σ-ε di diversi acciai mostra: acciai dolci (basso σ, alta ε), acciai ad alta resistenza (alto σ, bassa ε), acciai legati (bilanciamento σ-ε). Differenze derivano da composizione chimica e trattamenti termici.

tecnologia

29. Si elenchino le principali tecniche di getto per i metalli e si descriva in dettaglio il getto in sabbie metallurgiche.

Tecniche: getto in sabbia, getto in stampi permanenti, getto a cera persa, centrifugazione. Getto in sabbia: modello in sabbia, inserimento cavità, colata metallo fuso, raffreddamento, rimozione sabbia. Vantaggi: economicità, dimensioni grandi; svantaggi: finitura grezza, tolleranze moderate.

tecnologia

30. A quale tecnologia di formatura si riferisce l’immagine? Si descrivano le fasi del processo e le caratteristiche dei prodotti ottenuti.

Se immagine mostra getto: fasi tipiche sono creazione stampo, colata, raffreddamento, estrazione pezzo, finitura. Prodotti: componenti metallici complessi, tolleranze moderate, rugosità elevata. (Ripetere card per getto in sabbia, cera persa, stampi permanenti se necessario)

tecnologia

31. Con quale tecnologia di getto può essere ottenuto l’oggetto in figura? Si descrivano vantaggi e limiti del processo.

Tecnologia: getto in sabbia, cera persa o stampo permanente. Vantaggi: complessità geometrica, economicità per lotti medi (sabbia), precisione dimensionale (cera persa e stampi permanenti). Limiti: rugosità superficiale (sabbia), costo stampi (cera persa), limiti dimensioni (stampi permanenti).

tecnologia

32. Quali informazioni fornisce l’immagine allegata in merito alla finitura superficiale degli oggetti ottenuti con diverse tecnologie di getto?

La finitura superficiale varia: getto in sabbia → rugosa, presenza di granuli; getto a cera persa → liscia, dettagli precisi; stampi permanenti → molto liscia, tolleranze strette. La scelta della tecnologia influenza successivi trattamenti (levigatura, rettifica).

tecnologia

33. Si descriva la sequenza di lavorazioni necessarie per la produzione di pentolame.

Fasi: stampaggio lamiera (a caldo o freddo), tranciatura, piegatura, saldatura o giunzioni meccaniche, trattamento superficiale (verniciatura, smaltatura, lucidatura), controllo qualità. Materiali: acciai inossidabili, alluminio, rame. Le lavorazioni a freddo mantengono migliori tolleranze geometriche, a caldo facilitano deformazioni complesse.

materiali

34. Quali sono i principali meccanismi di rafforzamento dei materiali metallici? Si approfondisca quello rappresentato nelle immagini allegate.

Meccanismi principali: rafforzamento per deformazione plastica (cold working), per soluzione solida, per precipitazione, per dispersione particellare, per lavorazione dei grani. Il rafforzamento per deformazione aumenta dislocazioni e resistenza, ma riduce duttilità.

materiali

35. In cosa consiste il rafforzamento per soluzione solida? Quali proprietà meccaniche vengono influenzate?

Si ottiene introducendo atomi soluti nella rete del metallo matrice (sostituzionali o interstiziali). Proprietà influenzate: aumento del limite elastico e della resistenza a trazione, minima riduzione della duttilità. Esempio: acciai legati con C, Ni, Cr.

corrosione

36. A quale fenomeno di corrosione si riferisce l’immagine? Quali sono le cause del fenomeno rappresentato?

Può rappresentare corrosione uniforme, galvanica, a crevice o pitting. Cause: differenze di potenziale elettrico tra zone del metallo, presenza di elettroliti, microstruttura difettosa, ossigeno o umidità. Conseguenze: riduzione sezione, perdita resistenza, degradazione estetica.

corrosione

37. Si descriva la strategia di protezione adottata nella zincatura delle lamiere e si commenti il grafico allegato.

Zincatura: deposizione di strato di zinco su acciaio. Protezione: barriera fisica, protezione catodica galvanica. Grafico: mostra velocità di corrosione ridotta nel tempo grazie allo strato di Zn. Applicazioni: lamiere da costruzione, automobili.

corrosione

38. A quale processo di protezione contro la corrosione si riferisce l’immagine? Qual è la sua finalità, a quali materiali è applicato e come si ottengono le colorazioni.

Processo: verniciatura o anodizzazione. Finalità: protezione superficiale e decorativa. Materiali: metalli (acciaio, alluminio). Colorazioni: pigmenti nella vernice o ossidazione controllata (anodizzazione).

ghise

39. Cosa sono le ghise? Si commentino le informazioni riportate nella tabella allegata.

Ghise: leghe di ferro con C > 2%, contengono silicio e altri elementi. Proprietà: elevata durezza, buona lavorabilità in fusione, fragilità a trazione. Tipologie: ghisa grigia (grafite lamellare), ghisa sferoidale (grafite sferica), ghisa bianca (carburo Fe3C).

tecnologia

40. Con quale tecnologia è stato prodotto l’oggetto in figura? Si descriva il processo e si spieghi la differenza tra lavorazione a caldo e a freddo.

Tecnologia: stampaggio, tranciatura o getto. A caldo: metallo riscaldato > resistenza ridotta, facilità deformazione, tolleranze meno precise. A freddo: metallo a temperatura ambiente > maggiore resistenza, migliori tolleranze e finitura superficiale.

ceramici

41. Quali sono i principali processi di formatura dei ceramici tradizionali? Come varia il contenuto d’acqua? Si descriva il colaggio in stampo assorbente.

Processi: pressatura a secco, estrusione, colaggio, stampaggio plastico. Contenuto d’acqua: alto (impasti) → basso (pressatura a secco). Colaggio in stampo assorbente: impasto ceramico liquido colato in stampo poroso, acqua assorbita dallo stampo, forma solida e compattata.

vetro

42. Si descrivano i metodi di produzione e colorazione del vetro comune e del vetro colorato.

Produzione: fusione di sabbia silicea, soda, calcare a ~1500°C, colaggio o soffiatura. Colorazione: aggiunta di ossidi metallici (rame, cobalto, ferro) per vetro colorato, miscele omogenee per intensità desiderata.

vetro

43. Si descriva il processo di soffiatura del vetro, sia artigianale sia meccanica.

Artigianale: tubo metallico, raccolta vetro fuso, soffiatura e modellatura manuale. Meccanica: macchine soffianti automatizzate, colaggio e soffiatura in stampi, produzione seriale, maggiore uniformità dimensionale.

vetro

44. Con quale tecnologia può essere prodotto l’oggetto in figura? Quale fase del processo viene evidenziata e come si ottiene la colorazione finale?

Tecnologia: soffiatura o colaggio in stampo. Fase evidenziata: modellatura o soffiatura. Colorazione: aggiunta di ossidi metallici o smalti durante la fusione o post-lavorazione.

materie plastiche

45. In quali sottoclassi si suddividono le materie plastiche? Quali caratteristiche macroscopiche le differenziano?

Sottoclassi: termoplastiche (TP), termoindurenti (TI), elastomeri. TP: flessibili, rimodellabili a calore. TI: dure, reticolate, non rimodellabili. Elastomeri: elasticità elevata, deformazioni reversibili.

materie plastiche

46. Si commentino i diagrammi sforzo-deformazione di termoplastici, termoindurenti ed elastomeri.

TP: curva con porzione plastica, alta deformazione prima della rottura. TI: curva quasi lineare, rottura fragile. Elastomeri: curva altamente non lineare, grande deformazione elastica, ritorno alla forma originale.

materie plastiche

47. Si descriva il processo di stampaggio a iniezione per le materie plastiche, evidenziando le differenze tra TP e TI.

Stampaggio a iniezione: fusione plastica, iniezione nello stampo, raffreddamento, estrazione pezzo. TP: rimodellabili, riutilizzabili, raffreddamento più rapido. TI: polimeri reticolati, non rimodellabili, cicli più lenti, controllo temperatura critico per evitare degradazione.

compositi

48. Si descrivano le tecnologie RTM e FW per i compositi a matrice polimerica rinforzati con fibre.

RTM (Resin Transfer Molding): fibre in stampo, resina iniettata sotto pressione, indurimento. FW (Filament Winding): filamenti continui di fibre impregnate di resina avvolti su mandrino rotante, indurimento. Entrambi producono componenti leggeri, resistenti, geometrie complesse.

meccanica

49. Si definiscano i seguenti parametri meccanici, indicandoli anche opportunamente sul grafico sigma-epsilon riferito a un materiale metallico duttile: limite elastico convenzionale, deformazione a rottura, tenacità.

Limite elastico convenzionale: tensione massima entro cui il materiale si deforma elasticamente. Deformazione a rottura: deformazione totale prima della frattura. Tenacità: energia assorbita fino alla frattura (area sotto curva sigma-epsilon). Sul grafico: limite elastico all'inizio del cedimento plastico, deformazione a rottura all'estremità della curva, tenacità come area sotto curva.

meccanica

50. Sul grafico sigma-epsilon riferito a un materiale metallico duttile si identifichino i tre campi di comportamento che caratterizzano la curva meccanica. Lo studente li indichi nella figura e spieghi a quale comportamenti/fenomeni sono attribuibili.

Tre campi: campo elastico (deformazione reversibile, legge di Hooke), campo plastico iniziale (cedimento, deformazione permanente), campo plastico finale fino a rottura (necking e frattura). Fenomeni: reversibilità iniziale, scorrimento dislocazioni, concentrazione di deformazione locale.

meccanica

51. Si definisca il limite elastico convenzionale, anche facendo riferimento al grafico sigma-epsilon riferito a un materiale metallico duttile, spiegando le ragioni per le quali questo parametro meccanico dev’essere definito.

Limite elastico convenzionale: tensione al di sopra della quale il materiale presenta deformazione plastica permanente. Necessario per la progettazione: garantisce che sollecitazioni ordinarie non causino deformazioni irreversibili, sicurezza strutturale.

ceramici

52. In merito al comportamento sotto sollecitazione dei materiali ceramici, si commentino le curve meccaniche a trazione e compressione ricavabili da uno stesso materiale, giustificando la differenza di comportamento anche con riferimento alla teoria di Griffith.

Ceramici: fragili a trazione (bassa deformazione, frattura rapida), più resistenti a compressione. Griffith: frattura controllata da cricche preesistenti, criticità minore sotto compressione. Curve: trazione → picco basso, rottura immediata; compressione → deformazione maggiore, resistenza elevata.

meccanica

53. Si definisca cosa si intende per materiale a comportamento fragile e materiale a comportamento duttile, attribuendo ad ognuno dei comportamenti l'opportuno grafico sforzo-deformazione.

Fragile: rottura senza deformazione plastica significativa (ceramici, vetro, ghise). Duttile: deformazione plastica significativa prima della rottura (acciai, alluminio). Grafici: fragile → curva quasi lineare fino alla frattura; duttile → curva elastica + plastica + necking.

meccanica

54. Si descrivano le modalità di conduzione di una prova a trazione uniassiale su un materiale metallico duttile: geometria e natura dei provini; condizioni di prova; costruzione della curva meccanica.

Provini: cilindrici o a nastro, sezione costante, dimensioni standard. Condizioni: carico uniassiale controllato, velocità costante, temperatura controllata. Misure: deformazione (estensometro), tensione (forza/area). Curva sigma-epsilon: campo elastico, cedimento, deformazione plastica, rottura.

termica

55. Come si definisce la conducibilità termica? Da cosa è generato il flusso di calore e come esso è correlato alla conducibilità termica? Si ricordi la semplice espressione, definendo tutti i parametri in essa presenti.

Conducibilità termica λ: capacità di un materiale di condurre calore. Flusso di calore generato da differenza di temperatura. Legge di Fourier: q = -λ·(dT/dx), q = flusso termico per unità di area, dT/dx = gradiente di temperatura, λ = conducibilità. Unit: W/m·K.

termica

56. Quali sono i due principali meccanismi attivi a livello atomico per generare la conduzione termica? Quali parametri composizionali, di legame chimico, di struttura atomica li influenzano e come?

Meccanismi: conduzione elettronica (nei metalli), conduzione fononica (vibrazione reticolo nei ceramici e polimeri). Influenzano λ: densità elettronica, tipo di legame (metallico forte → alta λ), struttura cristallina, disordini, impurità e difetti.

termica

57. Si giustifichino, anche sulla base dei meccanismi di conduzione termica e dei parametri che li influenzano, le differenze di conduttività termica tra metalli, ceramiche e materie plastiche.

Metalli: alta conducibilità (elettroni liberi). Ceramici: moderata/bassa, fononi dominanti, legami covalenti/ionici forti. Plastiche: bassa, isolanti, struttura amorfa, pochi elettroni liberi, scarsa trasmissione fononica.

termica

58. Come si definisce nel suo complesso il fenomeno della dilatazione termica? Si scriva la semplice relazione che permette di ricavare il coefficiente di dilatazione termica lineare 'alfa', definendo con cura i parametri in essa presenti.

Dilatazione termica: variazione dimensionale di un corpo al variare della temperatura. Relazione lineare: ΔL = α·L0·ΔT, α = coefficiente dilatazione lineare [1/K], L0 = lunghezza iniziale, ΔL = variazione lunghezza, ΔT = variazione temperatura.

termica

59. Si definisca il fenomeno della dilatazione termica e si motivino le differenze di comportamento tra le tre principali categorie dei materiali.

Dilatazione: aumento di dimensioni al riscaldamento. Metalli: α moderato, isotropi; ceramici: α basso, fragili, rischio crepe; materie plastiche: α alto, deformazione significativa, rischio instabilità dimensionale.

termica

60. Si definisca cosa è lo shock termico e, anche richiamando la relazione che definisce la sollecitazione generata dal fenomeno di shock termico e quella relativa alla Resistenza allo Shock Termico (RST), si spieghi quali materiali sono particolarmente sensibili a tale fenomeno.

Shock termico: variazione rapida di temperatura che genera tensioni interne. Sollecitazione: σ = E·α·ΔT, RST = stress massimo sopportabile senza frattura. Materiali fragili (ceramici, vetro) sensibili, metalli duttili meno critici.

radiazione

61. Si definiscano le interazioni possibili tra la radiazione solare e i materiali, con particolare riferimento a una lastra vetraria.

Assorbimento: energia trasformata in calore. Trasmissione: passaggio luce. Riflessione: energia respinta. Vetro comune: trasmette visibile, assorbe IR/UV in parte, riflette parzialmente. Influenza comfort termico e illuminazione.

radiazione

62. Si definisca, in funzione dell’interazione con la radiazione solare, cosa si intende per materiale trasparente, opaco e traslucido, proponendo anche un esempio per ognuna delle tre tipologie di comportamento.

Trasparente: trasmissione chiara (vetro, plexiglass). Opaco: nessuna trasmissione, solo riflessione/assorbimento (alluminio, cemento). Traslucido: trasmissione diffusa (vetro satinato, carta velina).

acustica

63. Si definisca la differenza di comportamento tra un materiale fonoassorbente e un materiale fonoisolante. Si definisca quindi il coefficiente di assorbimento acustico α per un materiale fonoassorbente, anche attraverso l’appropriata relazione.

Fonoassorbente: assorbe energia sonora → riduce riverbero (schiume, pannelli porosi). Fonoisolante: impedisce passaggio suono → separazione ambienti (muri, vetri spessi). Coeff. α = E assorbita / E incidente, 0≤α≤1.

acustica

64. Si definisca la differenza di comportamento tra un materiale fonoassorbente e un materiale fonoisolante. Si definisca quindi il ruolo della tipologia di porosità nel caso dei materiali fonoassorbenti.

Fonoassorbente: porosità aperta → dissipazione energia sonora interna. Fonoisolante: densità elevata, struttura compatta. Tipologia porosità: micro/macroporosità influenzano frequenza assorbita e efficacia.

porosità

65. Si definisca cosa sono le efflorescenze e le subflorescenze, quali materiali le possono presentare e perché, come si manifestano e quali danni producono, ricordando anche le differenze tra di loro.

Efflorescenze: cristallizzazione sali superficiali per evaporazione acqua, visibili, non danneggiano strutturalmente. Subflorescenze: cristallizzazione interna, generano pressioni, microfessurazioni, degrado materiali porosi (mattoni, calcestruzzo).

porosità

66. Si definisca cosa si intende per porosità aperta e porosità chiusa, elencando anche le principali conseguenze del tipo di porosità a livello di proprietà e prestazioni del materiale.

Porosità aperta: pori interconnessi, assorbimento acqua, permeabilità, fonoassorbimento. Porosità chiusa: pori isolati, minore permeabilità, migliore isolamento termico, minore resistenza meccanica.

porosità

67. Quali proprietà meccaniche e come sono influenzate dalla presenza di porosità nei materiali?

Porosità riduce resistenza a trazione e compressione, limite elastico, tenacità. Aumenta deformazione locale, diminuisce densità, può favorire frattura fragile in materiali ceramici o metallici.

porosità

68. Quali sono le due tipologie di porosità che possono essere presenti nei materiali? Come influenzano la loro densità, resistenza meccanica e durabilità?

Tipologie: porosità aperta e chiusa. Influenza: riducono densità. Porosità aperta → minore resistenza, più permeabilità, maggiore degrado ambientale. Porosità chiusa → minore resistenza rispetto a materiale pieno ma miglior isolamento e minore assorbimento.

Malte e Cementi

69. Cos'è il cemento Portland e come avviene il suo processo di indurimento?

È un legante idraulico ottenuto dalla macinazione del clinker. L'indurimento avviene per idratazione (reazione chimica con l'acqua), che forma prodotti solidi (silicati di calcio idrati) che legano gli inerti. A differenza della calce aerea, può indurire anche in assenza di aria.

Compositi

70. Definire i materiali compositi e il ruolo di matrice e rinforzo.

Materiali eterogenei formati da due fasi distinte: Matrice (fase continua) e Rinforzo (fase discontinua). La matrice protegge le fibre e trasmette gli sforzi; il rinforzo fornisce rigidezza e resistenza meccanica. Insieme offrono proprietà non raggiungibili dai singoli componenti (sinergia).

Ceramici e Vetri

71. Cosa si intende per temperatura di transizione vetrosa (Tg) e quali sono le caratteristiche del vetro?

La Tg è la temperatura al di sotto della quale un liquido viscoso si 'congela' in uno stato solido amorfo (vetro). Il vetro non ha un punto di fusione netto, è fragile, ha una struttura disordinata a corto raggio e presenta un'elevata resistenza chimica.

Indicazioni esame di Materiali

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